Migliorare il rapporto con il proprio cane e approfondirlo, rispettandolo per la sua meravigliosa e affascinante natura.
sabato 18 aprile 2015
venerdì 17 aprile 2015
Aggressività e dominanza
L'aggressività da dominanza
L'aggressività (brontolare, sollevare il labbro, ringhiare, mordere) diretta principalmente contro i componenti della famiglia o persone ben note al cane è spesso aggressività legata a dominanza.
Situazioni che provocano aggressività:
Competizione per "cose di valore":
cibo, feste, ossi, collare, oggetti rubati, luoghi di riposo, letto, divano,cuccia, padrone.
Gesti di sfida:
abbracci, piccole pacche sulla testa, strappi all'indietro col guinzaglio o presa per la collottola o il collare, fissare il cane, sollevarlo, pulirlo, tagliargli le unghie.
Ammonimenti o richiami alla disciplina:
il padrone che alza una mano un giornale arrotolato, percosse, urla.
Scontro di volontà:
tentativo di costringere il cane a fare qualcosa contro la sua intenzione.
L'aggressività (brontolare, sollevare il labbro, ringhiare, mordere) diretta principalmente contro i componenti della famiglia o persone ben note al cane è spesso aggressività legata a dominanza.
Situazioni che provocano aggressività:
Competizione per "cose di valore":
cibo, feste, ossi, collare, oggetti rubati, luoghi di riposo, letto, divano,cuccia, padrone.
Gesti di sfida:
abbracci, piccole pacche sulla testa, strappi all'indietro col guinzaglio o presa per la collottola o il collare, fissare il cane, sollevarlo, pulirlo, tagliargli le unghie.
Ammonimenti o richiami alla disciplina:
il padrone che alza una mano un giornale arrotolato, percosse, urla.
Scontro di volontà:
tentativo di costringere il cane a fare qualcosa contro la sua intenzione.
Ansia da separazione
Ansia da separazione
L’ansia da separazione è un disturbo di natura ansiosa legato alla persistenza di un legame di attaccamento primario ( di cure e dipendenza materna) che si protrae oltre la pubertà. Si manifesta con comportamenti sgradevoli quando il cane viene separato dalla persona oggetto di attaccamento.
Ci sono molte altre condizioni patologiche che si traducono in comportamenti non graditi dai proprietari quando il cane viene lasciato da solo, queste affezioni e l’ansia da separazione vengono raggruppate sotto il nome generico di “ disordini della separazione”. Ma l’ansia da separazione è una condizione rara, non va confusa con le altre patologie che presentano sintomi simili, perché la terapia è diversa e richiede quindi un’anamnesi accurata.
Sintomi
Le manifestazioni ansiose legate alla scomparsa della persona oggetto di attaccamento sono le seguenti:
-Eliminazioni inappropriate: le feci sono in genere molli e disseminate;
-Distruzioni di oggetti: hanno lo scopo di cercare gli odori appartenenti al proprietario.
-Vocalizzazioni: si tratta di guaiti e non di latrati.
-Possono comparire attività di sostituzione come leccamento delle zampe o il mordersi la coda.
-Spesso il cane durante l’assenza del proprietario non mangia ne beve, ma lo fa solo al suo ritorno.
La persistenza di atteggiamenti infantili è un sintomo costante. Si possono osservare:
-Inviti al gioco continui e inopportuni
-Ritardo nella maturazione sessuale
-Sottomissione attiva con:
• minzioni emotive
• tentativi di leccamento delle mani
-Uggiolii durante le carezze
-Esplorazione orale
Al ritorno del proprietario dopo un periodo più o meno lungo di separazione, il cane lo accoglie con manifestazioni d’entusiasmo eccessive se paragonate ad un soggetto equilibrato:
• Salta addosso al proprietario
• Scodinzola in maniera esagerata muovendo tutto il corpo
• Guaisce e abbaia
• Cerca giocattoli e li esibisce invitando al gioco
In casa il cane segue morbosamente la figura di attaccamento ovunque, tentando di mantenere un contatto fisico prolungato.
Nell’ansia da separazione non c’è guarigione parziale: il problema si risolve completamente o resta tale.
La terapia essenziale da mettere in atto è quella del distacco coadiuvata da quella feromonale.
Essendo un problema comportamentale strettamente legato al rapporto con la figura di attaccamento, per la riuscita della terapia comportamentale è fondamentale che il proprietario sia motivato a mettere in atto il distacco. L’ostacolo più grande è la compassione da parte dei proprietari che deriva dall’amore verso il cane e dallo smisurato affetto che questo dimostra quando è con il proprietario. Bisogna capire che il cane affetto da ansia da separazione, vive il distacco come un vero e proprio trauma , portandolo ad uno stato emotivo di forte stress che se trascurato può pregiudicare pesantemente il buono stato di salute fisica e psicologica del cane.
Per prevenire l’ansia da separazione è bene fissare delle regole fin dall’arrivo in casa del cucciolo. Si possono stabilire delle zone riservate solo ai proprietari e a cui al cane è vietato l’accesso, permettendogli cosi di gestire la solitudine e la separazione. Bisogna evitare di rendere “rituali” gli arrivi e le partenze da casa. Salutarlo quindi senza eccedere nelle feste è un buon modo per non rendere il distacco drammatico. Approfondire il rapporto con il proprio cane senza trascurare la gerarchia.
Amare il cane del giusto amore è un buon modo per curare e prevenire problemi comportamentali del nostro amico a quattro zampe.
Alessandro Franchi (Educatore cinofilo)
L’ansia da separazione è un disturbo di natura ansiosa legato alla persistenza di un legame di attaccamento primario ( di cure e dipendenza materna) che si protrae oltre la pubertà. Si manifesta con comportamenti sgradevoli quando il cane viene separato dalla persona oggetto di attaccamento.
Ci sono molte altre condizioni patologiche che si traducono in comportamenti non graditi dai proprietari quando il cane viene lasciato da solo, queste affezioni e l’ansia da separazione vengono raggruppate sotto il nome generico di “ disordini della separazione”. Ma l’ansia da separazione è una condizione rara, non va confusa con le altre patologie che presentano sintomi simili, perché la terapia è diversa e richiede quindi un’anamnesi accurata.
Sintomi
Le manifestazioni ansiose legate alla scomparsa della persona oggetto di attaccamento sono le seguenti:
-Eliminazioni inappropriate: le feci sono in genere molli e disseminate;
-Distruzioni di oggetti: hanno lo scopo di cercare gli odori appartenenti al proprietario.
-Vocalizzazioni: si tratta di guaiti e non di latrati.
-Possono comparire attività di sostituzione come leccamento delle zampe o il mordersi la coda.
-Spesso il cane durante l’assenza del proprietario non mangia ne beve, ma lo fa solo al suo ritorno.
La persistenza di atteggiamenti infantili è un sintomo costante. Si possono osservare:
-Inviti al gioco continui e inopportuni
-Ritardo nella maturazione sessuale
-Sottomissione attiva con:
• minzioni emotive
• tentativi di leccamento delle mani
-Uggiolii durante le carezze
-Esplorazione orale
Al ritorno del proprietario dopo un periodo più o meno lungo di separazione, il cane lo accoglie con manifestazioni d’entusiasmo eccessive se paragonate ad un soggetto equilibrato:
• Salta addosso al proprietario
• Scodinzola in maniera esagerata muovendo tutto il corpo
• Guaisce e abbaia
• Cerca giocattoli e li esibisce invitando al gioco
In casa il cane segue morbosamente la figura di attaccamento ovunque, tentando di mantenere un contatto fisico prolungato.
Nell’ansia da separazione non c’è guarigione parziale: il problema si risolve completamente o resta tale.
La terapia essenziale da mettere in atto è quella del distacco coadiuvata da quella feromonale.
Essendo un problema comportamentale strettamente legato al rapporto con la figura di attaccamento, per la riuscita della terapia comportamentale è fondamentale che il proprietario sia motivato a mettere in atto il distacco. L’ostacolo più grande è la compassione da parte dei proprietari che deriva dall’amore verso il cane e dallo smisurato affetto che questo dimostra quando è con il proprietario. Bisogna capire che il cane affetto da ansia da separazione, vive il distacco come un vero e proprio trauma , portandolo ad uno stato emotivo di forte stress che se trascurato può pregiudicare pesantemente il buono stato di salute fisica e psicologica del cane.
Per prevenire l’ansia da separazione è bene fissare delle regole fin dall’arrivo in casa del cucciolo. Si possono stabilire delle zone riservate solo ai proprietari e a cui al cane è vietato l’accesso, permettendogli cosi di gestire la solitudine e la separazione. Bisogna evitare di rendere “rituali” gli arrivi e le partenze da casa. Salutarlo quindi senza eccedere nelle feste è un buon modo per non rendere il distacco drammatico. Approfondire il rapporto con il proprio cane senza trascurare la gerarchia.
Amare il cane del giusto amore è un buon modo per curare e prevenire problemi comportamentali del nostro amico a quattro zampe.
Alessandro Franchi (Educatore cinofilo)
Come educare un cucciolo
L'educazione del cucciolo
Insegnamento dei comandi principali: Seduto, Terra, Fermo sul posto, Vieni.
Insegnare al cucciolo a fare i bisogni fuori casa
Esercizi di rinforzo per l'autocontrollo
Giochi di attivazione cognitiva per cuccioli e cani adulti. Imparare a giocare con il cane
Educazione in casa e nel contesto urbano
Condotta al guinzaglio, la socializzazione con gli altri cani
Rinforzo del rapporto uomo/cane approfondendo le conoscenze della psicologia del cane e del suo linguaggio
Educazione ad un giusto approccio con il cucciolo, la gerarchia e la prevenzione di eventuali problemi comportamentali nell'età adulta.
Un cucciolo può iniziare un percorso educativo fin dall'adozione dopo il distacco dalla madre. Va tenuto presente che il cucciolo deve rimanere con la madre fino al secondo mese di vita, periodo fondamentale per il suo sviluppo futuro.
Il 70% dei disturbi comportamentali riscontrabili in un cane sono imputabili ad una scorretta gestione del cucciolo nelle sue prime fasi di vita, da parte dell’uomo.
Un cucciolo per potersi ambientare facilmente ha bisogno di avere i propri spazi per cui è necessario posizionare la cuccia in un posto fisso, possibilmente non troppo grande lontano dalle porte e dalle finestre. Vicino alla cuccia metteremo anche i suoi giochi e la ciotola dell’acqua, che dovrà essere sempre a disposizione.
Se il nostro appartamento contiene delle scale interne assicurarsi che non siano accessibili al cucciolo, le sue articolazioni infatti sono in via di sviluppo e scendendo le scale potrebbe crearsi delle microfratture.
L'educazione del cucciolo alle regole sociali dovrebbe iniziare fin dal primo momento in cui entra in casa.
Seguendo la sua naturale tendenza alla socializzazione e la sua innata predisposizione al gioco occorrerà guidare il suo inserimento in famiglia con poche regole estremamente coerenti e chiare, avendo la pazienza di aspettare i suoi tempi e l’accortezza di rispettare le sue esigenze.
Programma generale delle lezioni per l'educazione di base
Può darsi che il cucciolo alle prime uscite trattenga la pipì e la pupù aspettando i rientri a casa.
Per un cane sporcare significa marcare il territorio, dichiarare cioè apertamente al mondo la sua presenza, per cui non è strano che un cucciolo preferisca sporcare dove si sente più tranquillo e soprattutto dove non sente gli odori degli altri cani.
All’inizio cercate di portarlo in prati abbastanza puliti in cui la frequenza dei vari cani è bassa, tenetelo fuori un bel po’ e giocate con lui se dovesse fare la pipì premiatelo con un bocconcino e un’infinità di carezze, gli confermerete che ha fatto la cosa giusta.
Per abituare il cucciolo all’ambiente sarebbe fondamentale farlo uscire da casa subito.
E’ senz’altro vero che non avendo completato la profilassi vaccinale potrebbe correre un rischio ma se abbiamo cura di portarlo in luoghi “puliti” parchi o giardini evitando i luoghi superaffollati (aree cani) il rischio è minimo.
Al contrario deprivando un cucciolo , nella fase d’imprinting, di stimoli ambientali (strade, macchine, moto, persone, rumori ecc) o sociali (altri cani) si corre il rischio che crescendo non sia in grado di affrontare questi stimoli con naturalezza diventando pauroso o aggressivo.
Mi presento!
Alessandro Franchi è un Consulente comportamentale e Educatore cinofilo qualificato alla scuola Apnec e iscritto alla Federcinofilia. Opera nel mondo della cinofilia fin da giovanissimo iniziando come Dogsitter, lavoro che porterà avanti per quasi 10 anni. Ma più che un lavoro, è una passione che gli ha permesso di osservare e studiare a lungo il comportamento cinofilo nel contesto urbano.
Dal 1999 leggendo molti libri sulla cinofilia, tra cui quelli diCampbell, McConnell, Coren , Fennel, Lorenz, Fogle eBudiansky, concentra i suoi studi sulla psicologia del cane.
In quel periodo mette in pratica la teoria cinofila assimilata, dedicandosi all'educazione dei cani di amici e parenti.
Dal 2003 collabora con associazioni e rifugi privati, che ospitano numerosi cani salvati dalla strada. Ne cura l'educazione e il recupero comportamentale facilitandone l'adozione.
La sua tecnica di educazione e riabilitazione comportamentale si basa sulla zooantropologia, curando e approfondendo il rapporto uomo-cane.
Nel 2004 partecipa ai corsi : "Operatori di canile" e "Dog sitter professionista" di Lara Cavasino, organizzato dall'Associazione Amaltea di Roma.
Dal 2005 inizia ufficialmente la carriera di Educatore Cinofilo e consulente comportamentale dedicandosi a tempo pieno in questa professione.
Nel 2007 si diploma alla Scuola per Educatori Cinofili "e il cane incontrò l'uomo" riconosciuta dall' APNEC grazie alla quale approfondisce le sue conoscenze sulla psicologia del cane e perfeziona la sua tecnica
Partecipa ai seminari:
nose work: la ricerca olfattiva - L'ansia da separazione e l'iperattaccamento primario -Il tellington ttouch - Stage sui problemi comportamentali : Il Cane Aggressivo relatore, Joel Dehasse - Comunicazione e aggressività: come interpretare il linguaggio del corpo del cane, leggere i segnali di stress e le prime indicazioni di aggressività.
Ad oggi conta più di 9 anni di esperienza come educatore cinofilo e consulente comportamentale, aiutando i proprietari nell'insegnamento del linguaggio del proprio cane , nell'interpretazione dei suoi comportamenti, e nel recupero completo del rapporto.
Dal 1999 leggendo molti libri sulla cinofilia, tra cui quelli diCampbell, McConnell, Coren , Fennel, Lorenz, Fogle eBudiansky, concentra i suoi studi sulla psicologia del cane.
In quel periodo mette in pratica la teoria cinofila assimilata, dedicandosi all'educazione dei cani di amici e parenti.
Dal 2003 collabora con associazioni e rifugi privati, che ospitano numerosi cani salvati dalla strada. Ne cura l'educazione e il recupero comportamentale facilitandone l'adozione.
La sua tecnica di educazione e riabilitazione comportamentale si basa sulla zooantropologia, curando e approfondendo il rapporto uomo-cane.
Nel 2004 partecipa ai corsi : "Operatori di canile" e "Dog sitter professionista" di Lara Cavasino, organizzato dall'Associazione Amaltea di Roma.
Dal 2005 inizia ufficialmente la carriera di Educatore Cinofilo e consulente comportamentale dedicandosi a tempo pieno in questa professione.
Nel 2007 si diploma alla Scuola per Educatori Cinofili "e il cane incontrò l'uomo" riconosciuta dall' APNEC grazie alla quale approfondisce le sue conoscenze sulla psicologia del cane e perfeziona la sua tecnica
Partecipa ai seminari:
nose work: la ricerca olfattiva - L'ansia da separazione e l'iperattaccamento primario -Il tellington ttouch - Stage sui problemi comportamentali : Il Cane Aggressivo relatore, Joel Dehasse - Comunicazione e aggressività: come interpretare il linguaggio del corpo del cane, leggere i segnali di stress e le prime indicazioni di aggressività.
Ad oggi conta più di 9 anni di esperienza come educatore cinofilo e consulente comportamentale, aiutando i proprietari nell'insegnamento del linguaggio del proprio cane , nell'interpretazione dei suoi comportamenti, e nel recupero completo del rapporto.
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